Primo Piano

Fidelis, patron Montemurro chiarisce: "Ad oggi la cordata cerignolana non è in società. Valuteremo un loro coinvolgimento"

Faccia a faccia tra i supporters azzurri e la dirigenza. Il vice presidente Acquaviva: "L'iscrizione non è stata fatta grazie a tale cordata".

Nicola Massaro
03.11.2017 10:00

Foto di Pasquale Leonetti / TuttoFidelis.it

Confronto acceso tra il presidente della Fidelis Andria Paolo Montemurro e i supporters azzurri. Giovedì sera il numero uno dei federiciani, presso il Chiostro di San Francesco, ha voluto fare il punto della situazione sia sulle vicende societarie che sulle questioni tecniche. Alla conferenza ha partecipato anche un sostenuto numero di tifosi che, in particolare, ha contestato il possibile ingresso in società della cordata cerignolana capeggiata da Giuseppe Dinisi, Francesco De Cosmo e Vincenzo Todaro e chiesto chiarezza sul progetto: “Ad oggi questi imprenditori non sono soci - ha dichiarato il patron azzurro -. Hanno solamente dato dei finanziamenti per la prelazione di quote. Effettueremo un’analisi approfondita prima di prendere una decisione definitiva”. Tali investitori con un comunicato stampa (clicca qui per leggerlo) hanno asserito sabato di aver già sostenuto economicamente il sodalizio sia nell’iscrizione che nel pagamento di stipendi e contributi. Il club, tuttavia, ha smentito in parte tale tesi: “Il 26 giugno non abbiamo raggiunto la somma per l’iscrizione, ma ci mancava poco - ha precisato Sebastiano Acquaviva, vice presidente e amministratore unico del club -. Ecco perché è arrivato il deferimento. Se avessimo avuto i soldi entro tale data da questi signori non avremmo avuto alcun problema”. Oltre al punto di  penalizzazione che potrebbe arrivare per via dei problemi riscontrati in sede di iscrizione, comunque, la compagine rischia di averne altri per il ritardo nel pagamento di stupendi e contributi di luglio e agosto.

La Fidelis attualmente è sul fondo della classifica a pari punti con la Paganese, ma in vantaggio per la differenza reti. La squadra ha palesato nette difficoltà nel concretizzare e fino ad ora non ha mai vinto. Per risolvere le problematiche riscontrate sul campo i calcitori e lo staff tecnico stanno lavorando con maggiore impegno: “Io ritengo che la nostra rosa non sia peggiore rispetto a tante altre - ha proseguito Montemurro -. Sicuramente ci sono 7 o 8 compagini meglio attrezzate. A noi quello che manca è il goal. Avessimo costruito una squadra scarsa, lo avrei ammesso tranquillamente. Io cerco e voglio creare delle positività assieme a tutta la Città. Se la piazza vuole ripartire dall’Eccellenza, però, e mi si chiede di fare una passo indietro, lo farò. Il calcio non può essere un suicidio per gli imprenditori che supportano le società. In due anni, commettendo diversi errori, ho speso tanto. In più per ripianare la situazione ci vogliono circa 600mila euro a stagione. Si può fare calcio, in ogni caso - ha concluso il massimo dirigente - senza spendere molto”.

Lecce, la prima della classe. Possiede il miglior attacco della categoria ed è reduce da 8 risultati utili di fila
Fidelis Andria - Lecce: in un campo un ex