Sovraindebitamento privati: che cos’è e come funziona

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sovraindebitamento privati

Ovunque, soprattutto in questo periodo, sentiamo parlare di sovraindebitamento. Ma cos’è veramente? Come funziona? Non tutti sanno rispondere a queste due importantissime domande. In questa guida vi spiegheremo brevemente il significato di tale parola.

Usura, indebitamento e sovraindebitamento

Prima di spiegare cos’è il sovraindebitamento privati, è opportuno fare una distinzione tra questi tre termini. L’usura è la procedura attraverso la quale vengono concessi prestiti, solitamente a privati, che non li ottengono tramite canali convenzionali, tipo banche o finanziarie. Su questo denaro verrà applicato un tasso d’interesse esoso, che difficilmente potrà essere sostenuto, quindi restituito.

L’indebitamento è l’atto di indebitarsi, quindi un trasferimento di ricchezza da un creditore ad un debitore, previo pagamento di un interesse concordato, ma comunque legale e che viene calcolato su una percentuale.

Ultimo, ma non meno importante, è il sovraindebitamento, ossia la situazione di crisi, quasi di insolvenza da parte del debitore, per cui vige uno squilibrio tra la capacità di restituire il denaro ricevuto in prestito e l’effettiva possibilità di farlo, in quanto il patrimonio ed il reddito risultano insufficienti.

Il sovraindebitamento può riferirsi a svariati debitori: può essere indirizzato a privati, a piccoli imprenditori, a start-up, alle attività agricole e a tutti coloro che non sono soggetti alla liquidazione giudiziale coatta, che caratterizza gli imprenditori commerciali.

Sovraindebitamento privati

In questa guida ci focalizzeremo, in particolare, sul sovraindebitamento dei privati, un problema sempre più presente nella realtà delle famiglie italiane. Questo fenomeno può svilupparsi da due differenti situazioni.

Il sovraindebitamento attivo avviene nel momento in cui i consumi sono superiori alle capacità di reddito e viene determinato attraverso i mutui ipotecari sulla prima casa, carte di credito o prestiti personali. Il secondo risulta passivo in quanto dipende da avvenimenti imprevedibili, come una malattia o la perdita del posto di lavoro.

Di conseguenza, l’entrata principale percepita viene meno, così come la capacità di sostenere i debiti e le relative imposte.

Come funziona

Presso il tribunale, della circoscrizione territoriale in cui risiede il sovraindebitato, dev’essere depositato il documento relativo allo sproporzionato accesso al credito. Successivamente verrà nominato l’OCC, ossia l’organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento, ovvero una figura con il compito fondamentale di assistere il debitore e, al tempo stesso, tutelare gli interessi del creditore.

Predispone, inoltre, il piano di ristrutturazione, quindi di rientro del patrimonio investito con le indicazioni dei tempi e dei modi per il superamento della crisi.

Consigli riguardanti possibili soluzioni

Vi illustriamo, di seguito, tre modi, nel malaugurato caso foste coinvolti in questa situazione, con cui affrontare quest’ipotesi di insolvenza. Il primo riguarda l’accordo tra debitori e creditori, che devono, per almeno il 60%, acconsentire a questo patto che risolverà gran parte dei vostri problemi economici. Al giorno d’oggi è definito concordato minore.

Il secondo è il piano del consumatore. È dedicato soltanto agli insolventi meritevoli, ossia coloro che, per cause sopravvenute, non hanno adempiuto alle obbligazioni. Sono quindi fattori esterni e non legati direttamente all’individuo, che sarebbe stato in grado di sostenere i debiti. Questo tipo di accordo si basa sulla rateizzazione dell’impegno economico assunto, con una durata variabile, a seconda della decisione del giudice del tribunale. In ciò vengono inseriti anche le entrate future, le cessioni di beni ed il trattamento di fine rapporto.

Attualmente, il piano del consumatore è definito piano di ristrutturazione dei debiti o piano d’ammortamento. Infine, l’ultima modalità è la procedura di liquidazione del patrimonio, per cui vengono soddisfatti i creditori attraverso l’alienazione degli averi.

La vendita sarà effettuata da un liquidatore, figura professionale nominata dal tribunale di competenza, e riguarderà l’intero assetto proprietario, ad eccezione dei beni impignorabili, come la biancheria intima, il cassettone della camera da letto, gli elementi religiosi oppure l’anello nuziale. La normativa prevede la sostituzione della liquidazione del patrimonio con quella controllata del debitore.